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    6/9/2008

    L'IRONIA E LA TRAGEDIA (Vittime ed eroi di ogni tempo) Dramma di Michele Sarrica

                                                            
     
    L'IRONIA E LA TRAGEDIA
     
     
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    Gentili amici,
     
    è sempre una grande emozione ascoltare e vedere recitare dei giovani. Molto spesso, al di là della loro apparente timidezza, si celano dei talenti, ragazzi  in grado di affrontare con dignitosa presenza le difficoltà insite in una rappresentazione teatrale. Poi, se ciò che recitano è opera tua, allora, come potete facilmente intuire, l'emozione si centuplica.
     
    Il tutto è successo giorno 3 giugno 2008, presso la Scuola Secondaria di Primo Grado, Biagio Siciliano Capaci, alla presenza di un folto pubblico.   
     
    Gli studenti di varie sezioni, preparati adeguatamente dalle Prof. Francesca Mazzola, che ne ha curato la regia, e dalla Prof. Daniela Riccobono, hanno ottenuto un meritato successo.
     
    In qualità di autore ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dello spettacolo e, in particolar modo, tutti i ragazzi che hanno dato vita ai personaggi e in maniera davvero entusiasmante.
     
                                                                     
                                                                                                                   Con affetto, Michele   
     
     
                                                                          
     
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    6/6/2008

    INCONTRO CON GLI STUDENTI

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    Cari amici,
     
    sempre più spesso si sente dire che i giovani sono sgarbati, materialisti, non hanno interessi, pretendono la luna e vogliono solo divertirsi. Sarà anche vero, e non sarebbe poi così assurdo e terrificante! Tutti siamo stati giovani e tutti abbiamo attraversato certi periodi davvero difficili, complessi, dove il menefreghismo faceva da padrone! 
     
    In questo mio intervento, suggeritomi da una recentissima esperienza, mi piace sostenere, e non per una overdose di ruffianismo,  che i giovani, compresi i nostri  figli, noi non li conosciamo e abbiamo poca voglia e poco tempo per conoscerli. Di conseguenza anche loro non desiderano svelarsi più di tanto con noi genitori, spesso, "investigatori". Lo so, non dico niente di nuovo, ma lo voglio dire ugualmente. 
     
    Suffragato da questo recente incontro con una scolaresca, posso sostenere che i giovani di oggi sono dei mondi straordinari,  meravigliosi  e contradditori. In ogni caso, i giovani hanno dei tesori nascosti che noi, grandi, non riusciamo più a scovare poiché, noi grandi, abbiamo smarrito la mappa che  conduce alle loro casseforti, la strada che conduce al loro cuore. Credo che sia molto più facile e semplice "governare" che educare, "ammonire" più che indirizzare e dimostrare.
     
    Questo lungo preambolo e questa voglia di parlarne è dettato da questa mia recentissima esperienza.   
     
    Invitato dalla prof. Francesca Mazzola, insegnante di lettere presso la Scuola Secondaria di Primo Grado, Biagio Siciliano, di Capaci, giorno 21 maggio ho tenuto un incontro-recital con gli studenti della II F.  Nell'occasione ho potuto constatare il  grande desiderio dei ragazzi nel volersi esprimere, verbalmente e per iscritto,  e nel volere comprendere la differenza che intercorre tra  linguaggio parlato, linguaggio poetico e linguaggio prosaico, spesso apparentati da vincoli  lessicali, e non solo.
     
    Attraverso una piccola prova pratica, ho anche avuto modo di apprezzare i loro nobili sentimenti specie se rivolti al sociale o a persone care, vicine, come la madre.  
     
    In ognuno, comunque, ho intravisto una grande voglia di raccontarsi, di esprimersi anche attraverso la poesia. Alcuni studenti  mi hanno persino mostrato che, tra le pagine del diario, conservavano la tangibile testimonianza di un amore innocente,  totale e coinvolgente, espresso con parole semplici e dirette, circondate da ghirigori, quasi a volere incorniciare e proteggere quelle parole che svelavano il grande segreto: l'amore! Quel sentimento unico provato per un'altra persona, un'altra identità entrata nei pensieri, nei loro giovani cuori, nelle loro poesie.  
     
    Ho notato con piacere che spesso i sentimenti più veri e profondi li esprimono in versi, e non sempre in versi che si possono ascrivere a giovani svogliati, materialisti e superficiali.
     
    Dalla loro attenzione, dalle loro domande, dal loro atteggiamento deduco che se i giovani hanno voglia di comunicare, anche attraverso la poesia, è segno che l'uomo è ancora in grado di mostrare al mondo il suo lato più umano.   
     
    Questa, per me, è stata la più piacevole e gradita delle sorprese!    
     
    Per il prossimo anno abbiamo deciso, insieme, di pubblicare tutte le poesie che hanno scritto in mia presenza oltre a quelle che riusciranno a scrivere durante le vacanze estive. In ogni caso è reciproco desiderio quello di ripetere l'incontro.  Speriamo!  E' stata una piacevole e gratificante esperienza, soprattutto per me! Grazie, ragazzi della II F! Grazie anche alla professoressa Mazzola che mi ha invitato e al Dirigente Scolastico, Calogero Mendola, che ha permesso tale incontro. 
     
    Ciao, Michele.   
     
     
     
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