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4/20/2008 IL MIO PAESE
Il mio paese è un angolo di mondo a due passi dal cuore
E’ un abbraccio di case un profumo del tempo un bagliore che sfuma ai confini del sogno
Io lo chiamo “sospiro”
E pretende la luna quella pallida luna intravista nel bosco sulle nostre colline ad un palmo dal cielo
Io lo chiamo “ruffiano”
Il mio paese ha un accento di sole un mantello di neve un grandissimo cuore uno sguardo guerriero
Il suo nome è “respiro”.
4/4/2008 LA CAMPAGNA ELETTORALE 2008 (Carmina non dant panem!)
PICCOLA VEDETTA SICILIANA
ovvero
(L'osservatore Siciliano)
Chiunque abbia seguito, magari con un orecchio, i discorsi degli uomini politici che si accingono a governarci, avrà certamente notato che, nonostante i tantissimi schieramenti, i programmi sembrano molto somiglianti, fotocopie delle fotocopie.
I politici, invece, sono un po’ cambiati difatti, qualcuno, si è sottoposto a qualche ritocchino per farsi le foto per i nuovi manifesti. Qualche altro, per una forma di risparmio, ha preferito usare le vecchie foto. Altri, ancora, ci sono rimasti male per non aver potuto usare i manifesti provenienti dalle varie campagne precedenti, ancora freschi di stampa. Tali manifesti non sono stati adoperati perché nel frattempo, qualcuno, aveva cambiato il logo del suo vecchio partito, e non solo. Pazienza!
Comunque, devo dire, ch’è davvero con italico orgoglio che ascolto i nuovi paladini risorgimentali, i padri della Nazione, anzi, i nonni e i bisnonni della patria che, senza nessuna forzatura od obblighi, desiderano portare l'Italia oltre questa notte pietrificata e darle connotazioni nuove, moderne, dinamiche! Questi eroi, questi superman della politica s’immolano nel nome di un amore di-sin-te-re-ssa-to.
Ho anche notato, con autentica commozione, che tutti hanno la ricetta giusta per salvarci: meno tasse, pensioni e stipendi per arrivare magari a fine mese, più canali televisivi, senza antenna e senza pubblicità. Dio, che goduria!
Ho sentito parlare anche di Confindustria, di ossigeno per l’imprenditoria, di (T.A.V), d’immondizia, di centrali nucleari, un po’ meno del ponte sullo stretto, (ormai è passato di moda) e mai, e sottolineo mai, ho sentito parlare di valori, d’arte, di musei, di teatro, di editoria minore. (Sic!)
La poesia, poi, non interessa proprio a nessuno! Non esiste e se esiste sembra godere ottima salute tanto da non meritarsi nemmeno un angolino nei vari programmi politici. Eppure, proprio grazie alla poesia e alla letteratura, tutto il mondo ci ha sempre attribuito meriti ed onori. Però, cari amici, bisogna comprendere: siccome “carmina non dant panem”, giustamente, il problema socio-politico non può essere preso in considerazione. Non sussistendo una condizione economica degna di attenzione non può esserci nessun beneficio immediato in termini di consensi. “Ti do se tu mi dai!” E’ chiaro? Ma è proprio da questo dimenticato settore culturale, che certamente influenza, sostiene e guida la ragione e alimenta lo spirito umano, che si dovrebbe partire.
Io credo che anche dalle radici dell’arte possa nascere il vero politico, possa nutrirsi l’uomo del domani. Ma chi lo va a dire ai nostri super eroi politicanti?
Ciao, Michele
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