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    3/19/2009

    FACEBOOK

     

      

    FACEBOOK 

     

    IL CIRCO PIU’ GRANDE DEL MONDO

     

    Se oggi, in una classe qualsiasi, di un continente qualsiasi, si ponesse agli studenti la domanda, "che cos’è facebook?", pochi rimarrebbero sorpresi e in pochissimi non alzerebbero la mano per rispondere.

    Facebook è il fenomeno di massa del momento, il mezzo più semplice e immediato per “comunicare”. Bastano pochi minuti e un poco di dimestichezza col computer e il gioco è fatto. Eccoci pronti per inserire e condividere tutte le foto che vogliamo, tutti i filmati che c’intrigano,  tutte le notizie che desideriamo condividere. Eccoci pronti a lasciare il segno del nostro passaggio nelle  home-page di mezzo mondo, ad affiggere il nostro pensiero nelle bacheche dei nostri “amici”, e spesso i nostri amici possono essere anche dei personaggi famosi.

    Bastano pochi passi per creare il nostro “account”,  per farci una fittissima rete di amici sparsi  in tutti gli angoli del pianeta. Straordinario! Il tutto si realizza con disinvolta semplicità. Abbastanza intuibili  le svariate funzionalità del software in continua evoluzione. Questo, per dar modo agli utenti di  “sfruttare” al massimo il “mezzo” facebook.  Appare evidente che nel mondo, in questo momento storico, si ha voglia d’apparire, di esserci, di comunicare.      

    La motivazione principe che ci calamita verso questo sito  è il principio di assoluta democrazia! In facebook vige la più totale e assoluta libertà! Nessuno ti suggerisce cosa pubblicare, cosa togliere, cosa dire. Nessuno ti obbliga ad interagire,  ad affidare la tua “amicizia” alla prima richiesta  che ti viene rivolta. Nessuno ti può obbligare ad iscriverti ad un gruppo, a far parte di una iniziativa, di un forum! In facebook non esistono censure, nessuna attesa di pubblicazione, nessuna prevaricazione. Non ci sono correttori di bozze, direttori editoriali, raccomandati!

    Il successo, in scala mondiale, facebook lo deve anche all’immediatezza, al "subito", poiché la pubblicazione avviene on line, in tempo reale. Basta premere leggermente il tasto invio, e come per magia tutto passa dall’altra parte dello schermo!  Le foto, i filmati, i nostri scritti si vanno  a collocare nella straordinaria e gigantesca vetrina virtuale dove possono essere letti, visti e commentati da milioni di altri utenti. Sì, perché bisogna diventare utenti se si vuole far parte di questa grande famiglia e per diventarlo bisogna iscriversi.  

    Dal punto di vista morale, si potrebbero avere dei ragionevoli dubbi sul come si regola e controlla tutta questa grande massa di utenti e d’informazioni. Ho potuto stabilire  che la prima regola, la più ampia e democratica, è demandata al gusto e al buon senso dei singoli utilizzatori! Basta rispettare i principi basilari che regolano moralmente i rapporti umani e di buon vicinato e nessuno verrà mai a “spegnere” il nostro account. Poi, ovviamente, esiste un’autorità preposta che vigila, discreta, affinché siano rispettate queste vitali regole di convivenza e a cui rivolgersi se si riscontrano degli illeciti nell’uso di facebook. Libertà sì, ma senza disturbare la privacy degli altri, senza offendere gli altri, senza possibilità d’invasione territoriale.  

    E’ sorprendente anche il fatto che non venga richiesta nessuna quota associativa, nessun abbonamento, nessuna tassa per entrare a far parte del circolo socio-ricreativo più grande del mondo: facebook! E, soprattutto, che non ci venga chiesto di che “colore” sia la nostra pelle, quale ideologia professiamo, quali santi preghiamo quando il PC ci lascia in panne e in facebook si accumula la posta e le richieste d’amicizia.      

                                                                                                                                         Ciaoooooo, Michele

     

                                                                           www.michelesarrica.it

                                                                 www.michelesarrica.spaces.live.com

       

    3/17/2009

    GIANNI DIECIDUE

                                                                                                                                                    

     

    GIANNI DIECIDUE CI HA LASCIATO

    16 marzo 2009

     

    Palermo-Teatro Biondo,16 giugno 1985 - Michele Sarrica e Gianni Diecidue in occasione della manifestazione "PALERMO POESIA"

     

    Il 16 marzo 2009 è venuto a mancare all’amore dei suoi familiari, e al nostro affetto di amici ed estimatori, il poeta siciliano, di Castelvetrano, Gianni Diecidue.

    Ci mancherà l’uomo, il poeta, l’attore che anche per la mia generazione è stato un punto di riferimento, un maestro che con grande umiltà ci ha insegnato come si possa amare e vivere per l’arte.  

    Personaggio carismatico, tra il vate e l’apostolo, è stato un grande esempio di uomo e d'artista. 

     

    Ha esternato da sempre il suo caparbio amore verso ogni forma di scrittura, dalla poesia, alla prosa, alla tragedia.     

     

    Condoglianze alla famiglia e un abbraccio a tutti coloro che lo hanno amato e continueranno ad amare la sua arte.    

     

     

    www.michelesarrica.it

     

     

    3/16/2009

    Presentazione Libro di Totò Gandolfo

                                                                                        
     
     
    LE "PARTI" DI SAN GIUSEPPE
     
    S A L E M I
     
    15 marzo 2009 ore 17,00  
     
     
     
                                                       
         
     
     
     
     
    A cura del Gruppo Archeologico XAIPE e poeti di  "Verso" Sikania, è stato presentato a Salemi, presso la chiesa di S.Agostino,  il libro di Totò Gandolfo, - Le  "parti" di San Giuseppe a Salemi -  con presentazione di Paolo Cammarata e prefazione di Rosanna Sanfilippo. Trattasi di una vera e propria opera di "salvataggio" o recupero di  antiche "parti" poetiche che i nostri avi declamavano in occasione dei festeggiamenti del Santo. La lettura è stata curata da Giuseppe Lo Sciuto, in arte, Sciupè.
     
    "E' questo, forse, il tramite più sublime per onorare il sacro, per penetrare l'arcano, per parlare a tu per tu con di Dio. Di certo  i nostri antenati lo sapevano e già da secoli, (...) si erano inventati "li parti di San Giuseppe": equilibrata sintesi fra un canto d'amore e un'accorata promessa di penitenza, quintessenza di indomito attaccamento ai valori della famiglia, mirabile affresco di un sereno e pacato realismo": Questo evidenzia nella presentazione Paolo Cammarata.
     
    Rosanna Sanfilippo, nella sua dotta prefazione ci racconta che "Salemi vanta un'antica tradizione nell'offrire il pane, frutto della terra e del lavoro dell'uomo, alla divinità. Rito propiziatorio importante in una civiltà contadina come la nostra, vincolata ai cicli della fertilità in onore di Cerere, dea latina dell'agricoltura o della greca Demetra." La prefatrice, dopo un opportuno e dettagliato glossario sui simboli della tradizione cristiana e del loro significato liturgico, conclude, annotando che "la parte è da catalogare fra i "contrasti" a cominciare da quello che ne fu il caposcuola, Ciullo d'Alcamo, con - Rosa fresca aulentissima. - Contrasti famosi sono i Tuppi-Tuppi e quelli fra suocera e nuora, sempre attuali e di inesauribili argomentazioni. La presente raccolta, - continua la Sanfilippo - che nel tempo risulta la più completa, si deve al poeta, Totò Gandolfo, il quale, con la pazienza del ricercatore, ha recuperato e raccolto le antiche "parti" restituendo loro magnificenza, attraverso l'endecasillabo, nei versi lacunosi ed aggiungendone di nuovi".  
     
    Nella stessa serata, alcuni poeti locali si sono esibiti dimostrando una capacità recitativa innata e spontanea oltre ad una straordinaria memoria in grado di "custodire" delle "parti" udite recitare nella loro fanciullezza da altrettante persone anziane con le medesime doti mnemoniche. E questo è davvero straordinario e miracoloso! 
     
    Oggi, fortunatamente, ci sono poeti, come Totò Gandolfo, che oltre a recuperare attraverso la memoria dei più anziani le ultime briciole di un glorioso passato, pubblicano i  relativi risultati per non permettere che il tempo trascolori il passato e l'oblio ne cancelli le gloriose tradizioni. I libri, sostiene il nostro Autore, sopravvivono all'uomo, rimangono i soli testimoni delle nostre più antiche e spettacolari tradizioni popolari.        
     
     
     
     
               
              

     
     

    3/8/2009

    8 MARZO FESTA DELLA DONNA

     
     
     
                                             AUGURI A TUTTE LE DONNE              
     
     
                                                                    
      
        
     
    INSIEME E' MEGLIO!
     
     
     
     
     
    Le donne sono il motore dell'arte e della vita 
     

    Spesso ci fanno sorridere e spesso ci fanno soffrire

    Spesso ci aprono gli occhi e spesso ci lasciano immaginare 

    Ogni tanto ci lasciano sognare

    Le donne rappresentano le morbide e lussuose carrozzerie su cui preferiamo viaggiare

    Le donne sono le sorgenti di ogni idea, la forza di ogni progetto   

    Le donne sono gli unici fiori che profumano la vita 

    e animano il tempo dell'uomo

    Le donne sono il carburante delle nostre emozioni  

    Insieme si potrebbe conquistare l'universo!

       

     

    Per favore, signore, festeggiate pure questa ricorrenza ma non andate da sole nei locali... che squallore quel vedervi senza uomini accanto!