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12/30/2008 GESÙ RINASCE…
Dall'album di idakrot
GESU' RINASCE...
Ancora bombe a Gaza altri morti a Gerusalemme
I giornalisti parlano di guerra e contano i bambini i vecchi le donne… vittime innocenti di bombe intelligenti
I poeti sospirano d’amore parlano alla luna rincorrono gabbiani e pubblicano ricette per il cuore
Gesù rinasce in un porcile ed io respiro.
Il mondo ha bisogno d'amore!
Oggi, anzi, questa notte, 29 dicembre 2008, ho scritto questi versi. Pensavo al Natale appena trascorso, a tutti i preparativi fatti fino alla vigilia allo scopo di emozionarci attorno ad una tavola imbandita. Pensavo a tutti i soldi spesi per vedere gioire i nostri figli mentre scartano,con cafonaggine, i regali che anche quest'anno gli abbiamo comprato, alla faccia della crisi, del mibtel e di tutte le borse del pianeta.
Mi è venuta in mente anche la morte, la violenza, l'ingiustizia. Mi è sembrato di udire le ultime notizie che i telegiornali ci hanno bombardato in queste ultime ore e che noi, "fortunati", ascoltiamo e subiamo anche mentre assaporiamo il piatto preferito. Ho rivisto le immagini cruente e reali che ci venivano inviate in diretta mentre noi, "fortunati", pensavamo a mangiare e a brindare alla faccia del terzo, del quarto e del quinto mondo.
Ho pensato a quella stragrande fetta di umanità che nemmeno per Natale riesce a preparare una frugale cena, che nemmeno per la festa più sacra dell'anno riesce ad offrire ai propri figli la speranza del riscatto. Ho tentato d'immedesimarmi con lo stato d'animo di quei genitori, (non ci vuole molto), mortificati dalla povertà e dalle miserie, che non riescono a donare nemmeno una caramella ai loro bambini, a quei bambini dagli occhioni grandi che guardano le loro mani vuote e non piangono, non piangono perché hanno compreso che le loro lacrime non hanno valore, che il loro dolore non ha voce, che la disperazione è un concetto che non si addice ai poveri, a coloro che non sanno cosa voglia dire sognare.
Stanotte pensavo a quegli uomini, esclusi dal contesto civile ed umano, che non hanno nemmeno più parole per gridare le loro ragioni, che soltanto offrendo il loro petto riescono a riscattarsi agli occhi dei figli e dell'esistenza. Pensavo a tutti quegli uomini ombra che non hanno la forza contrattuale delle parole per aprire una piccola fessura sul futuro e continuare a sentirsi vivi e uomini fra gli uomini. Pensavo a quella marea di persone che in queste ore approda a Lampedusa per sfuggire ai massacri. Persone in cerca di un posto dove sopravvivere, di un lavoro qualsiasi per iniziare a sentirsi vivi e privilegiati. Pensavo a tutto questo e sempre più continuavo a considerarmi "fortunato".
Però, noi, noi che non abbiamo voce in capitolo in questa civiltà d'arrivisti, noi che non siamo intruppati in nessun carrozzone politico, che non abbiamo nessuna tessera di partito, noi, uomini "fortunati", che subiamo soltanto gli echi della guerra, ma che ne avvertiamo la puzza e ci sentiamo scossi ed umiliati dal colore di quel sangue, noi che abbiamo ancora la libertà di espressione, allora uniamo le nostre motivazioni, la nostra emotività e la nostra ragione e iniziamo a usare più propositivamente INTERNET, questo mezzo di comunicazione che la tecnologia ci mette a disposizione.
Noi, dovremmo scrivere ai "saggi", ai "grandi" e ai "potenti" della terra per intasare i loro cuori con le nostre preghiere. Dovremmo scrivere soltanto una parola, una che rappresenti la nostra volontà: "BASTA!" e in quel basta dovrebbe esserci la nostra forza, la nostra supplica, la nostra rivoluzione.
IL MONDO HA BISOGNO D'AMORE!
Tutte le immagini sono tratte dall'album di idakrot che si ringrazia
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