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    10/23/2007

    DEDICA D'AMORE AD UNA GIOVANE SIGNORA DI CENT'ANNI

     

     

     

    11 MARZO 2007

     

     (A Vincenza Sferrino)

     

    Quand’ero bambino pensavo che gli angeli avessero le ali, gli occhi azzurri e i capelli biondi. Non sapevo – allora – che i più belli somigliano un po’ a te, a te che hai nel cuore cento arcobaleni, cento forzieri stracolmi di dolcezza e cento libri di favole e di storia, storia di donne semplici e guerriere sempre pronte a ringraziare il cielo per quelle quattro briciole di pane.

     

     Io - oggi - ti chiedo se la felicità esiste ancora o faccia parte dei nostri desideri, dei sogni che addensiamo tra i problemi della nostra vulnerabile esistenza. Tu mi guardi ed ogni cosa mi diventa chiaro.

     

    La felicità è una Dea che ogni giorno ci cammina accanto, ci tiene in braccio, come una madre che ci stringe al seno, e spesso ci offre le sue labbra, la sua mano le sue parole, parole che rimangono nel cuore per farsi appiglio quando naufraghiamo.

     

    Bisognava venire proprio qui, nel palazzo degli angeli più saggi, per leggere, in quei tuoi occhi di mare in controluce, che la felicità è dentro noi, in ognuno di noi, e che tu, che hai sconfitto il tempo e la tristezza, oggi ci regali l’essenza del sorriso. Nel tuo c’è il sapore della vita, il desiderio di essere cometa sul davanzale delle nostre case. Diventi luce, in questo labirinto dove si è persa anche la pietà, e mi dici “ grida ” che oltre questa notte c’è un mattino nuovo da sfogliare!  “Sussurra ”, che oltre questo incubo c’è un cucciolo di uomo appena nato!  “ Racconta”, che oltre ogni sconfitta c’è una ragione sacra che ci aiuta a vivere, a sopportare il cielo quando ci cade addosso, a crescere questi nostri figli, i nostri incontentabili figli.

     

    La tua ricchezza è chiusa tra le strofe di una ninna-nanna, tra i pensieri della donna-madre che osserva l’orizzonte senza paura,  senza far rumore, come se l’alba dovesse ancora nascere tra i sentieri di un’altra primavera.

     

    Sul Golgota del cuore è rimasta una giovane madonna. Porge al mondo la preghiera degli angeli custodi, gli angeli più belli che ogni giorno festeggiano la vita.

     

    Grazie, mia giovane signora di cent’anni, per essere una stella fra di noi.

     

    Ciao,                                                         Michele 

     

     

    michelesarrica.it

     

     

    LA GUERRA: LA SCONFITTA DELL'UOMO

                                                                                                 

     

     

    La guerra, di per sé, non è altro che la sconfitta dell’uomo! L’ultima ratio tra la parola e il pensiero! Per ottenere la pace, per raggiungere tale traguardo irrinunciabile, non solo bisogna percorrere qualsiasi strada e ogni sua variante ma, persino quando sembra che tutte le possibilità siano state vagliate, analizzate, percorse e soppesate, bisogna andare oltre! C’è sempre una parola, una goccia d’acqua, un alito di vento in grado di far rivivere la speranza! Soltanto chi vuole la pace e la desidera parla di vie percorse e sentieri ancora percorribili!

     

    Molti ambiziosi, esagitati, non parlano di possibilità: ricattano, mostrano i muscoli, si ergono a difensori del mondo, della pace stessa e della democrazia! Al culmine delle loro frustrazioni, dichiarano le guerre per scongiurare le guerre! Diventano terroristi per combattere il terrorismo!

     

    Questi superman, con gli arsenali stracolmi e i laboratori di ricerca sempre aperti per meglio affilare le armi e per meglio distruggere la vita in ogni sua forma, accusano gli altri popoli, magari militarmente molto più deboli e meno sviluppati dal punto di vista economico, di tentare di emularli nella fabbricazione di ordigni di distruzione di massa! E’ come accusare dei bambini di possedere delle pistole ad acqua, possibilmente acquistate nei loro bazar della morte e quindi, per tale motivo di possesso, degni di essere sterminati.

     

    Il popolo, spesso obnubilato dalla loro oratoria,  inizialmente li acclama “salvatori”, salvatori della Patria!  In effetti sono i salvatori dei loro immediati "interessi"!  Gli speculatori, invece, li osannano perché vedono in loro dei procacciatori di "affari". E così, questi "eroi", con il loro atteggiamento retorico ed  enfatizzato, riescono a santificare anche le loro opinioni  spacciandosi per mansueti, rispettosi della vita e delle leggi!

     

    Altri politici, i più subdoli, i camaleonti camuffati da perbenisti ad oltranza, parlano soltanto per ascoltare la loro voce, per dar vita alla loro arte oratoria appresa nelle varie scuole politiche abbarbicate al potere e ai potenti. Questi signori, venditori di aria fritta, amano parlare di famiglia, di valori, di libertà! Questi sono i più pericolosi perché non sanno quello che dicono, né quello che fanno!

     

    I più spocchiosi, i viscidi, i politici per vocazione o per eredità, si parlano addosso masticando magari una chewingum! Puntano il dito, accusano, parlano di dati statistici, di occasioni perdute, di possibilità di ripresa a patto e condizione che la ripresa inizi con la loro ascesa al potere. E pur di ottenere il potere o di mantenerlo, rivolterebbero la terra. Sarebbe giusto  mandarli a zappare per fargli provare cosa vuole dire lavorare, sudare, guadagnarsi la vita! Nel frattempo, mentre  progettano e appianano le loro mosse e contromosse, chiudono le autostrade del pensiero, del dialogo, della buona volontà e se ne stanno a sfogliare la classica margherita per sapere se “sparare o non sparare?

     

    Il mondo è stanco di essere governato da simili "padroni", da simili politicanti sempre col dito sul grilletto e la mano sui testi sacri per meglio camuffare l’arroganza con la fede e la religiosità.   

     

    I nostri figli, cari signori, non li cresciamo per mandarli al macello! Nessuno, per quanto eletto regolarmente dal popolo sovrano, si può arrogare il diritto di calpestare una formica!... Nessuno!...

     

    Ciao, Michele

     

     

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